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    A pochi giorni dal ritorno in tv, dopo cinque anni, di Camera Café, i fan della sitcom con  Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu  ambientata interamente davanti al distributore automatico di caffè di un’azienda devono fare i conti con la perdita di uno dei personaggi storici: Olmo Ghesizzi. Nella sesta stagione,  Yyf Uomini Zaino Borsa A Tracolla Viaggi Di Piacere Retro Sacchetti Per Studenti Borse Porta Computer Pacchi Di Giorno Affari Svago Sport Escursioni A Piedi nero E Marrone Brown
    , il responsabile informatico che tutti ricordano per le colorate e floreali camicie hawaiane, la passione per il surf e quel monopattino con cui si spostava in azienda, non ci sarà.

    A spiegarne il perché è proprio Carlo Giuseppe Gabardini, l’attore che interpretava appunto Olmo, oltre che autore della sitcom con oltre 1600 copioni da lui curati.  Con lungo e amaro post condiviso su Facebook , Gabardini rompe il silenzio e racconta la sua verità, smentendo le voci secondo cui avrebbe chiesto cifre «esorbitanti e non trattabili» e parlando invece di un silenzio «imbarazzato» da parte della produzione che, dunque, lo avrebbe di fatto escluso nonostante la sua disponibilità.

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    Comunicato stampa  - A 80 anni dalla morte e a 90 dalla presidenza del Cnr, si celebra la figura di Guglielmo Marconi, autore di intuizioni sulle quali si basano i più innovativi sviluppi delle comunicazioni, ottimo organizzatore della ricerca e uomo di scienza totalmente libero. Il presidente Massimo Inguscio lo ricorda

    eventi storia
    Roma, 20 luglio 2017 - Si celebra nel 2017 un doppio anniversario di Guglielmo Marconi: il 90nnale della presidenza del Consiglio nazionale delle ricerche, carica che ricoprì dal 1927 al 1937, e l’80nnale della sua morte che, avvenuta il 20 luglio 1937, interruppe anche il decennio presidenziale.
    “La scomparsa prematura non consentì a Marconi di partecipare all’inaugurazione della nuova sede centrale dell’Ente, nell’allora piazzale delle Scienze a Roma, la cui edificazione, realizzata sotto la sua presidenza, sancì la definitiva indipendenza dell’Ente dall’Accademia dei Lincei, dove era nato con Vito Volterra e fino ad allora vissuto. Al tempo stesso proprio la figura di Marconi, che presiedeva anche l’Accademia d’Italia - come il regime dell’epoca ribattezzò i Lincei – simboleggiava la vicinanza tra le due istituzioni”, dichiara il presidente del Cnr Massimo Inguscio.

    “La figura del premio Nobel Marconi è, a distanza di tempo, ancora pienamente attuale e strettamente connessa con le più moderne innovazioni. Con le sue applicazioni della scoperta delle onde radio, Marconi aveva dato inizio alla scienza e alla tecnologia delle comunicazioni a distanza, quella del broadcasting e del wireless. Quello che lui realizzò allora con l’elettromagnetismo, noi oggi lo continuiamo a studiare e a fare con la luce, e proprio il Cnr, raccogliendo in qualche modo l’eredità del suo illustre presidente, in un’evidente continuità di intenti, sta lavorando per un internet del futuro molto più veloce e performante basato sulle tecnologie quantistiche. Se penso all'eredità dell'uomo, inventore, che a 21 anni con le sue mani ideò e costruì la prima radio, oggi è sempre più attuale nei grandi progetti che il Cnr sta sviluppando, dalla recente candidatura al Parlamento  europeo, alla presenza del Commissario Carlos Moedas, sul ruolo italiano e dei ricercatori del Cnr per il Foresight e le soluzioni del futuro ai grandi bisogni dell'umanità, a cose molto più concrete e incredibili al tempo stesso, come la prima comunicazione sottomarina a fotoni in sicurezza tra la Sicilia e Malta”, sottolinea Inguscio.

    L’ideale eredità tra l’inventore della telegrafia senza fili e il maggior ente di ricerca italiano assume un significato importante per l’intero sistema della ricerca in Italia. “Marconi fu tanto autorevole come scienziato quanto come organizzatore della ricerca”, conclude il presidente del Cnr. “Ideò tra l’altro i vari Comitati, nei quali figuravano personaggi del calibro di Enrico Fermi: segretario del Comitato di fisica del Cnr quando lanciò l’idea del congresso internazionale di fisica nucleare nel 1931. Dunque, a distanza di 90 anni, Marconi resta per noi un grande esempio, l’immagine di un autodidatta che ebbe la capacità e la possibilità di ricercare e verificare le proprie intuizioni in totale libertà. Questo conferma quanto ancora oggi sia fondamentale investire nei giovani e nella loro libertà di ricerca”.

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